“Manifesto per un Malinteso (Signed in Confusion)”

scritto da Beppe Tritone
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Autore del testo Beppe Tritone

Testo: “Manifesto per un Malinteso (Signed in Confusion)”
di Beppe Tritone

La limousine arrivò alle 14:00.

Sbagliata.

Troppo lunga.
Troppo lucida.
Troppo 1987.

Io, Metal Queen II, restai parcheggiato fuori.

I bus non entrano nelle trattative.

Ma sentono.

Sempre.

L’edificio era di vetro.

Dentro: aria condizionata e decisioni irreversibili.

La major si chiamava:

SilverBullet Records

Nome ottimista.

L’uomo che li accolse si chiamava Mr. Clean.

Non aveva capelli.
Non aveva dubbi.
Non aveva orecchie musicali.

«Siete perfetti», disse.

Snake lo guardò.

«Per cosa?»

Mr. Clean sorrise.

«Per questo momento.»

Sul tavolo c’era un contratto.

Spesso.

Come un romanzo che nessuno leggerà.

«Il vostro suono è… interessante», disse Mr. Clean.

«Grazie», disse Rex.

«Il vostro pubblico è… confuso.»

«Meglio.»

«Il vostro futuro è… vendibile.»

Silenzio.

Lenny sfogliava il contratto.

Non leggeva.

Sentiva.

Crash contava le pagine.

«Quaranta. Quarantuno. Non torna.»

Snake fece la domanda giusta.

«Cosa volete da noi?»

Mr. Clean si avvicinò.

Piano.

Come si fa con le idee pericolose.

«Vogliamo che restiate… voi stessi.»

Pausa.

«Ma meglio.»

Rex sorrise.

Errore.

Firmò.

In quel momento successe qualcosa.

Non visibile.

Ma definitivo.

Io lo sentii.

Un piccolo crack nel tempo.

Fuori, il culto cresceva.

Male.

Fan con cartelli:

“NON CAMBIATE MA CAMBIATE”
“SIETE VERI PERCHÉ SIETE FALSI”
“APPLAUSO ORA”

(applaudirono)

E poi…

i New Disaster.

Stavano suonando nel parcheggio.

Meglio.

Sempre meglio.

Il loro cantante gridò:

«QUESTO È PER CHI NON HA CAPITO!»

Il pubblico impazzì.

Rex li guardò.

Per la prima volta…

non disse niente.

Quella sera registrarono il primo demo per la major.

Lo studio era freddo.

Tecnico silenzioso.

Produttore… peggio.

Si chiamava Rick Mud.

Veniva da Seattle.

Non sorrideva dal 1989.

«Facciamo una cosa semplice», disse.

«Suonate.»

Suonarono.

Versione glam.

Rick Mud fece stop.

«No.»

«Meno.»

Riprovano.

Meno glam.

Più vuoto.

Rick:

«Ancora meno.»

A un certo punto Snake smise.

«Cosa stiamo facendo?»

Rick lo guardò.

«Vi sto togliendo quello che non serve.»

Rex intervenne.

«E cosa resta?»

Rick accese una sigaretta.

«Vediamo.»

Io, fuori, capii.

Stavano smontando la band
per vedere se dentro c’era qualcosa.

Spoiler:

non sempre c’è.

Quella notte, sul bus, nessuno parlava.

Solo Crash.

«Uno. Due. Tre. Non torna.»

Rex guardava il contratto.

Snake guardava Rex.

Lenny guardava il vuoto.

Io accesi il motore.

«Avete venduto qualcosa», dissi.

Silenzio.

«Non so cosa», aggiunsi.

E nel 1991, quando firmavi senza sapere cosa stavi vendendo,
di solito era te stesso… ma in ritardo.

Continua…

“Manifesto per un Malinteso (Signed in Confusion)” testo di Beppe Tritone
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